martedì 8 dicembre 2015

Libellula: regina dell'acqua e dell'aria.


La libellula dimora in due regni, l'acqua e l'aria.
Allo stadio iniziale di ninfe vivono in acqua, ma quando maturano e subiscono la metamorfosi si spostano nel regno dell'aria. Non è insolito trovare individui con libellule totem che si dimostrano molto emotivi e appassionati nei primi anni della loro vita, ma che, col trascorrere degli anni, imparano a equilibrare questi stati d'animo con chiarezza mentale e controllo maggiori. 
Talvolta, invece, è possibile che le emozioni siano rimaste bloccate in quei primi anni da problemi di ordine emotivo. La libellula si trova sempre nelle vicinanze dell'acqua, in quanto espressione congiunta dell'emotivo e del mentale.


Se una libellula si è mostrata nella vostra esistenza , forse avete bisogno di aria fresca riguardo a qualcosa che riguarda la sfera emotiva, una nuova prospettiva o un cambiamento. Questo totem potrebbe perfino indicare che state trascurando le vostre emozioni. Siete forse troppo razionali su tutto? Non mantenete vivo il colore dei sentimenti?
Le libellule sono molto territoriali. Depongono le uova nella propria zona e nelle vicinanze dell'acqua. L'uovo si sviluppa gradualmente fino a diventare ninfa, e rimane tale per quasi due anni, prima di subire la metamorfosi che darà luogo alla libellula adulta. Ciò può riflettere molte possibilità per chi ha questo totem: indica forse che un periodo di trasformazione della durata di due anni sta giungendo al culmine, o magari che sta per iniziare; potrebbe perfino riflettere l'esigenza di avviare cambiamenti che entro due anni potrebbero culminare nelle vivaci trasformazioni da voi desiderate. Solo esaminando la vostra vita e le vostre attività comincerete a comprendere il ruolo specifico di questo totem.


Proprio come la luce può deviare, guizzare e modificarsi in una varietà di modi, così avviene anche per le forze archetipe associate alla libellula. 
È uno degli insetti più adattabili, e per tale motivo è riuscita a sopravvivere tanto a lungo. Possiede due paia di ali ma, se necessario, riesce a volare anche con uno solo. Mantiene gli occhi puliti servendosi di pettini speciali situati sulle zampe e lavandoli con gocce d'acqua che raccoglie in bocca.
Questi insetti vivono nel regno della luce ed escono solo di giorno, essendo animali a sangue freddo. L'estate è la loro stagione di potere, perché hanno bisogno del calore e della luce del sole. Per chi ha questo totem, si tratta di informazioni importanti da tenere a mente. 


Trascorrere del tempo all'aperto e al sole vicino a sorgenti d'acqua fresca sarà utile per migliorare o ripristinare le proprie condizioni di salute.
Sebbene alcune libellule possiedono pigmenti colorati nella pelle, per lo più le sfumature vengono generate quasi nello stesso modo in cui si forma un arcobaleno: la struttura del loro rivestimento divide e rifrange la luce, conferendo loro iridescenze verdi e azzurre. Col passare del tempo, possono subire diverse modifiche cromatiche.
Questa capacità di riflettere e rifrangere la luce e il colore le ha associate a molte forme di magia e di misticismo, compresa la magia del colore, l'illusionista (fare in modo che gli altri vedano solo ciò che si vuole) e altro. La magia della libellula è il potere della luce e di tutto ciò che è stato sempre associato ad essa.
Le libellule vengono spesse raffigurate nei dipinti giapponesi per rappresentare nuova luce e gioia.


Se la libellula si è mostrata a voi, qualcosa sta per cambiare. State forse resistendo a tale cambiamento, mentre dovreste abbandonarvi fiduciosi? Le libellule ci ricordano che siamo luce e possiamo riflettere in modi molto positivi, se decidiamo di farlo.
"Sia la Luce" è l'esortazione divina a usare l'immaginazione creativa come forza propulsiva della vita stessa. Ciò è parte di quanto le libellule insegnano.

La vita non è mai vuota come a volte sembra, ma sempre piena di luce e colore. La libellula può aiutarvi a vedere oltre le apparenze, permettendo alla vostra stessa luce di risplendere. Essa porta con sé lo splendore della trasformazione e la meraviglia di una nuova e colorata visione.



Amo molto le libellule e questa spilla l'ho creata su richiesta di un'amica, da indossare su un abito da sera che ha piccole libellule gialle disegnate.

Un grande aiuto per realizzarla l'ho trovato nel video su you tube di Giovanna Buccino

L'ho personalizzata con cristalli Swarovsky e mezzi cristalli. Il ricciolo sulla coda l'ho poi tolto perchè la libellula non c'è l'ha, ho lascito un piccolo pezzo di filo wire ribattuto con il martello per bloccare I cristalli.

L'effetto finale è stato per me sorprendente, molto luminosa e delicata, come il volo di una libellula.


mercoledì 12 agosto 2015

Nespresso - Il Monsone non è pioggia...è vento


Appena l'ho vista me ne sono innamorata.
Parlo della capsula limited edition di Nespresso "Monsoon Malabar", che contiene un caffè proveniente dall’India Meridionale, precisamente dalle coste del Karnataka, luoghi in cui ha avuto inizio la sua affascinante storia. 
Nel XVIII secolo, infatti, era da qui che partivano i velieri britannici diretti in Inghilterra con il loro carico di caffè. Durante la lunga navigazione però i chicchi erano sottoposti per mesi alle intemperie, all’umidità e in particolare all’influenza dei venti tropicali, i monsoni. Una fortunata combinazione di fattori che modificava la struttura dei chicchi dandogli non solo un caratteristico color ocra, ma anche una particolare densità e una forte connotazione iodata, proveniente dall’azione del sale marino. (qui l'articolo intero)



Questa capsula, con il suo color oro e gli arabeschi rossi come quelli che si dipingono le donne indiane con l'henne



ha evocato in me ricordi antichi d'Oriente



di donne Indiane che al passaggio lasciano un lieve fruscio di sari setosi e leggeri tintinnii di monili principeschi.


Volevo creare un gioiello che esprimesse queste mie emozioni e mettesse in risalto la bellezza della capsula.
Ho iniziato ad aprire tutte le scatole delle perle del laboratorio, alla ricerca di quelle che avrebbero fatto al mio caso.  Quelle perle che compri perché come le vedi ne resti incantata ma poi devono attendere l'ispirazione che le trasformerà in prezioso bijoux.
Quando ho aperto la scatola che contiene le perle con tutte le tonalità ambra, le ho viste e ho compreso che erano loro:


Una serie di perle a lume di diverse misure che sembra abbiano danzato nell'oro liquido roteando come dervishi, per ottenere quell'effetto speciale che la foto non rende completamente merito.


Per rendere preziosa la struttura della collana, le perle sono state montate singolarmente con la tecnica rosario per la quale ho utilizzato un filo metallico in rame caldo, che riprende il colore della capsula e delle perle e arricchite con piccole corolle argentate a copertura dei fori.
Le ho poi unite fra loro con anelli argentati per riprendere il colore delle corolle e del bordo delle capsule: spennellate d'argento in un mare d'oro.
Ho intercalato otto capsule accoppiate fra loro ed unite con una torsione particolare che differenzia la "perla" ottenuta, movimentandola, rispetto al metodo tradizionale di schiacciarle ed utilizzarle piatte.
Per completare l'opera ho aggiunto al centro un piccolo pezzo di catena vichinga che avevo lavorato qualche mese fa, per sperimentare questa tecnica interessante, durante una serata dell'attività "Le Gioie delle Donne", con Marcella (che l'ha scoperta andando a caccia su internet).



Infine ho aggiunto una morbida catena zigrinata, a maglie romboidali con la tonalità  delle perle. Devo riconoscere che l'effetto è notevole, indossata un'incanto!
Unica.

Tributo alla grazia e bellezza orientale


domenica 31 agosto 2014

Parure caleidoscopio

Il caleidoscopio (dal greco καλειδοσκοπεω, "vedere bello") è uno strumento ottico che si serve di specchi e frammenti di vetro o plastica colorati, per creare una molteplicità di strutture simmetriche.
Questo concetto, applicato alle paste polimeriche, dà origine alla tecnica del caleidoscopio, che ho appreso, creando queste murrine, da Monica Resta, e se cliccate QUI, potete trovare un suo semplice e bel videotutorial che vi insegna a crearne una.
 
La murrina che ho creato con questa tecnica è un caleidoscopio un po' particolare, nato da un'idea che avevo in mente e sviluppata poi con Monica.
Per creare la collana ho unito le murrine con delle perle blu ovali in ceramica con un piccolo disegno che richiama la murrina stessa. Ho utilizzato del cordino cerato di due colori, blu e celeste.
La chiusura è fatta a mano con un nodo in macramè che chiude con una perla ovale in ceramica.
La perla centrale in metacrilato argento, racchiude tutti i nodi della collana ...



 ... lasciandoli poi uscire dalla parte opposta in una folta cascata di fili che terminano con piccolissime murrine caleidoscopio e perle tonde e ovali in ceramica.



 L'insieme ha un effetto morbido e geometrico, con il blu vivo che può essere indossato in ogni occasione.
 La collana si completa con il suo bracciale, nel quale le perle ovali in ceramica vengono sostituite da mezzi cristalli trasparenti, Aurora Boreale che cangiano con la luce creando riflessi particolari, inframmezzati da rondelline metalliche, che alleggeriscono la forma del bracciale.


L'ho realizzato su cavetto in acciaio rivestito per conferirgli struttura e al contempo resistenza.
La chiusura è nichel free, di semplice aggancio





E infine con un paio di semplici orecchini, vista l'importanza della collana e del bracciale, che terminano con due mezzi cristalli AB chiusi con nodo gioielliere.


Pronta per essere acquistata e indossata


mercoledì 27 agosto 2014

Tutorial ciondolo Zaira

Come promesso.
Materiale:
1 cabochon dicroico diametro 3 cm.
56 anellini bronzati mm 0,5 (è importante la misura ai fini dell'incastonatura)
70 anellini argentati mm 0,6
14 bicono swarovsky mm 0,6
perline di conteria color ambra
40 cm filo di nylon mm 0,3
pinze rivestite per aprire gli anellini senza rovinarli (io le rivesto con Tool Magic ma si vendono anche con dei rivestimenti in plastica)
Aprire tutti gli anellini bronzati.(QUI un semplice tutorial che mostra come aprire gli anellini senza rovinarli)

Inserire 4 anellini argentati in un anellino bronzato e richiuderlo.
Inserire un altro anellino bronzato nella stessa posizione del precedente e chiuderlo. Il lavoro deve presentarsi come in foto (anche se un po' sfocata!)
Proseguire lateralmente, come nella foto, aggiungendo due anellini bronzati nei quali inserire due anellini argentati, formando così una catenella...
...che dovrà essere composta da 14 moduli, di due anellini ciascuno, color argento e altrettanti 14 moduli con gli anellini color bronzo. La catenella inizia con un modulo color argento e termina con un modulo color bronzo, poichè quando andremo a chiuderla intorno al cabochon, l'alternanza dei colori verrà rispettata.
Riprodurre un'altra catenella identica alla prima.
Ora, con molta pazienza, partendo dal modulo centrale e lavorando verso i lati, unire tra loro, con un anellino argentato, le coppie di anellini argentati di entrambe le catenelle.
Fate attenzione che la catenella non si attorcigli! Quindi, ad ogni unione, ristendetela bene sul piano di lavoro prima di unire la coppia successiva.
Proseguite unendo tutte le coppie di anellini argentati.
Il lavoro deve presentarsi come sopra, fino a fine catenella...
...dove lasceremo libere le ultime due coppie di anellini argentati che andremo a chiudere dopo aver inserito il cabochon.
Andiamo invece ad unire insieme le due ultime coppie di anellini delle catenelle, in modo da formare la struttura a cherchio. Come dalla foto sopra, unire la coppia A con A e B con B.
Otterremo così la struttura circolare nella quale incastoneremo il nostro cabochon. Restano non unite fra loro, come detto sopra, per facilitare l'inserimento di quest'ultimo, quattro coppie di anellini argento (due per ogni catenella).
Incastoniamo il cabochon sistemando bene la catenella tutt'intorno.
Uniamo una delle due coppie di anellini argentati che avevamo lasciato disunite, con un anellino argentato.
Sempre tenendo ben fermo il cabochon, uniamo le ultime due coppie di anellini argentati, con un anellino argentato.
Questa è la parte che richiede più pazienza, perchè il cabochon tende a scivolare e bisogna un po' industriarsi a tenerlo fermo con le dita mentre con le pinze inseriamo e chiudiamo gli ultimi due anellini.
Perseverate: sembra magico (anche un po' dispettoso), ma all'improvviso si blocca nell'incastro, permettendoci di chiudere gli anellini!
Qui sopra, in laterale, si può vedere come si incastona lo spigolo del cabochon nello spazio creato dalle due file di catenelle: esattamente dove deve alloggiare affinchè il lavoro resti ben rifinito.
Ecco il cabochon incastonato! Passiamo ora alla rifinitura del bordo: in questo caso ho optato per dei bicono Swarovsky, ma in Zaira ho utilizzato le briolette sempre di 4 mm.
Prendiamo il filo di nylon, che dovrà passare all'interno di tutti i singoli anellini argentati usati per unire le coppie, intercalandoli con gli Swarovsky e le perline di conteria.
Facciamo passare il filo di nylon in un anellino argentato lasciando liberi 5 cm iniziali (ci serviranno per il nodo alla fine), poi infilare una perlina, un bicono e una perlina, far passare il filo nell'anellino argentato successivo, poi nuovamente infilare un bicono e una perlina. 
Proseguiamo nello stesso modo indicato sopra, fino alla fine del giro. Inseriamo l'ultimo bicono,  prendiamo il capo filo dei 5 cm lasciati in sospeso all'inizio e lo incrociamo nell'ultimo bicono inserito, come dalla foto. Tiriamo bene i due capi del filo facendo assestare il giro perle intorno al nostro cabochon...
... e annodiamo bene i due capi dei fili tra loro. La foto è terribile... la freccia indica il punto di annodo, con un po' di fantasia...
Ok, ora mettete un punto di smalto trasparente per unghie, delicatamente sul nodo e lasciate asciugare. Non uso colle perchè potrebbero rovinare gli Swarovsky.


Bene, lo smalto è asciutto, prima di tagliare il filo (questo è sempre consigliabile in ogni lavoro), ripassarne i due capi nei bicono e perline vicini. Questo permette di irrobustire il lavoro e meno possibilità che il nodo, con il tempo, si sciolga.

Come girocollo ho utilizzato una piccola catena diamantata in tinta, messa doppia, che chiude con un semplice moschettone.
Pronto da indossare, un bijoux molto raffinato, d'effetto, luminosissimo, infatti i riflessi del dicroico e dei biconi sono notevoli.
Buon lavoro a chi vuol sperimentare, scrivetemi se necessitate di ulteriori informazioni.
Chi invece vuole acquistare il girocollo finito, lo trova QUI, su Babirussa, dove ho inaugurato l'apertura della mia vetrina online proprio con questa creazione (evviva, dopo circa due anni ce l'ho fatta!!!)
Grazie per avermi seguita sin qui

domenica 13 luglio 2014

Zaira: un gioiello per l'estate



Prende il nome dalla signora che ha "adottato" questo bijoux, acquistandolo.
E' realizzato con un cabochon dicroico centrale, avvolto con tecnica chainmaille da piccoli anellini (mm 5), nei quali sono intercalati dei cristalli blu metallico. 


Di facile esecuzione, ci vuole però molta pazienza, soprattutto alla fine, quando bisogna inserire il cabochon nella catenella creata.
L'effetto ottenuto, vale sicuramente il lavoro.



Come girocollo ho utilizzato del cavetto metallico in tinta, intercalando gli stessi cristalli del pendente e bloccandoli con degli schiaccini.

In questa versione ho sostituito le briolette blu metallizzate con cristalli Swarovsky bicono verdi



Ho preparato un breve e semplice tutorial che pubblico nel prossimo post.